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COSA FA

Lo SPI-CGIL è il sindacato generale di tutti gli anziani e pensionati.

Con i suoi tre milioni di iscritti è la più grande organizzazione sindacale dei pensionati in Italia ed in Europa. Organizza gli anziani ed i pensionati di tutte le categorie pubbliche e private. Si batte per la tutela dei diritti, del ruolo sociale dei pensionati e degli anziani.
Contribuisce ai programmi ed all’azione più generale degli anziani, in particolare sui temi della riforma dello stato sociale.

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  • Presenze Sede Pistoia

    Via Puccini, 104
    tel. 0573 378521 fax 0573 378558
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    dal Lunedì al Venerdì 9.00-12.00

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    tel. 0572 94031 fax 0572 940330
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Per orari e sedi delle Leghe fai clic su una voce del seguente elenco:

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STRUTTURA

Segretario Generale:
Andrea Brachi

Segreteria:
Sergio Frosini
Laura Puccini

ALLARME AMMORTIZZATORI SOCIALI

ALLARME AMMORTIZZATORI SOCIALI. ANCHE FIM, FIOM, UILM IN CAMPO PER SCONGIURARE I LICENZIAMENTI

“Dal 24 settembre prossimo scadranno gli ammortizzatori sociali, in particolare cassa integrazione e contratti di solidarietà, per migliaia di lavoratrici e di lavoratori, a causa delle limitazioni e delle riduzioni introdotte dal D.lgs. 148/2015. Da Nord a Sud, in molte aziende verrà superato il limite dei 36 mesi di CIG e CdS a disposizione nel quinquennio.

Per questo motivo le organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil organizzano per lunedì 24 settembre al Ministero dello Sviluppo Economico, dalle 10 alle 14, un presidio unitario dei metalmeccanici per chiedere risposte immediate al Governo e per evitare quindi migliaia di licenziamenti.

Sono 140.000 i lavoratori metalmeccanici coinvolti da situazioni di crisi dei comparti degli elettrodomestici, della siderurgia, dell’ICT e Telecomunicazioni, dell’elettronica, dell’automotive, con oltre 80.000 lavoratori metalmeccanici interessati dalla cassa integrazione straordinaria.

In totale sono ben 144 i tavoli di crisi aziendale dei vari settori aperti al Ministero dello Sviluppo Economico al 30 giugno 2018 che riguardano 189.000 lavoratori.

Sono, inoltre, 31 le aziende che hanno cessato l’attività in Italia per delocalizzare all’estero
mettendo a repentaglio oltre 30.000 posti di lavoro.

Vi sono, poi,147 gruppi di imprese interessate da procedure di amministrazione straordinaria. Senza nuove norme la scadenza degli ammortizzatori il 24 settembre si tradurrà per migliaia e migliaia di lavoratori in licenziamento con gravissime ripercussioni e conseguenze per l’occupazione in tutto il Paese.

Per queste ragioni i metalmeccanici chiedono al Governo l'apertura di un tavolo urgente per la copertura degli ammortizzatori sociali per poter concludere i processi di riorganizzazione e di ristrutturazione
aziendale e le reindustrializzazioni; il rilancio dei contratti di solidarietà; il sostegno alla formazione e agli investimenti innovativi; politiche attive ed efficaci per garantire le ricollocazioni e tutelare l’occupazione

il nuovo Statuto dei lavoratori esiste già!

CAMUSSO RISPONDE A DI MAIO: IL NUOVO STATUTO DEI LAVORATORI ESISTE GIA’. LO ABBIAMO DEPOSITATO NOI IN PARLAMENTO CON UN MILIONE E MEZZO DI FIRME.

Il ministro del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio, ha annunciato il varo entro dicembre di un “Codice unico del lavoro”. “Il testo semplificherà la giungla di 140 leggi, in cui ormai non si capisce più nulla”, ha detto, e “consentirà a lavoratori e imprenditori di sapere qual è la legge che si applica ai loro problemi". "E' la mia
priorità".

A stretto giro è arrivata la risposta del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, tramite il suo account Twitter. Dato che lo stesso Di Maio “ha detto che le leggi di iniziativa popolare vanno discusse dal Parlamento” – ha scritto Susanna Camusso –, il codice di cui parla Di Maio esiste già, “è depositato in Parlamento”, ha ottenuto “1,5 milioni di firme” e si chiama “Carta dei diritti
universali del lavoro”.

SICUREZZA: REGOLE MENO RIGIDE REGOLE PER ACQUISTARE ARMI. TISSONE (SILP CGIL): POTENZIALE RISCHIO LA RINCORSA AD ARMARSI A SCOPO DI DIFESA PERSONALE

SICUREZZA: REGOLE MENO RIGIDE REGOLE PER ACQUISTARE ARMI.
TISSONE (SILP CGIL): POTENZIALE RISCHIO LA RINCORSA AD ARMARSI A SCOPO DI DIFESA PERSONALE
Il 14 di questo mese, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 104, entrerà in vigore il provvedimento che recepisce la direttiva europea che rende meno rigide le regole sul possesso di pistole e di fucili nel nostro Paese.
Secondo il segretario del Silp Cgil Daniele Tissone “ la diffusione delle armi tra i cittadini, che aumenteranno considerevolmente con l’entrata in vigore della norma in questione, associata all’esigenza da parte di molti di loro a poter difendere il -proprio- è decisamente tipica di culture e società distinte e distanti da noi, dove troppi danni sono stati finora prodotti.
”Aver aumentato il numero e la potenza delle armi possedute, facilitando la detenzione e riducendone i controlli non costituisce, di certo, un bel segnale considerato che, prosegue Tissone, “ in una società maggiormente armata, anche i malintenzionati si doteranno di armi e strumenti da fuoco sempre più efficaci, col rischio di provocare una escalation inaccettabile.
“Pur nella consapevolezza che molti cittadini vivono, da tempo, una maggiore percezione di insicurezza, in un Paese che ha nel G8 il triste primato del maggior numero di omicidi ommessi con armi dafuoco, l’approvazione di tale norma non farà che aggravare i problemi anziché risolverli.
”La vera risposta alla percezione di insicurezza del Paese, conclude Tissone, consiste, al contrario, nell’incrementare il numero di poliziotti e carabinieri nelle strade e a fare indagini, fornendo alle forze dell'ordine mezzi, strumenti e tecnologie adeguate per poter rispondere alle esigenze dei cittadini.”

Il Governo del faremo (di Renzo Innocenti)

Siamo ormai giunti ai primi cento giorni dalla formazione del governo penta-leghista guidato (si fa per dire) dall’impalpabile presidente Conte ed i primi giudizi sono doverosi. Qualcuno potrebbe obiettare che è presto per fare un bilancio ma in una democrazia è bene sapere che chi si candida a governare un Paese è sempre sottoposto al giudizio e alla valutazione del proprio operato, fin dal primo giorno. D’altra parte è stata proprio l’attuale maggioranza di governo ad inaugurare la stagione politica dell’ immediatezza sulla cronaca, sui fatti quotidiani.

E, comunque, le cose che si sono verificate in questi mesi sono sufficienti per esprimere alcune valutazioni sulle “caratteristiche” di questo governo.  Parlo di caratteristiche perché per quanto riguarda i fatti, fino ad ora pochi, anzi pochissimi e su quei pochissimi c’è molto da dire, vedi per esempio il decreto che modifica alcune cose in ambito lavorativo. Non voglio definirlo con il nome con il quale è stato propagandato perché ho troppo rispetto per i valori che la parola dignità richiama.

Poi, se andiamo a vedere nel concreto, al di là di un timido segnale positivo subito annullato dalla reintroduzione dei voucher, si evidenzia l’assenza completa di una visione complessiva, organica per contrastare efficacemente la precarietà. Per non parlare dell’impegno, clamorosamente disatteso, del ministro Di Maio sull’ art. 18. Almeno ci fosse stato qualcosa in merito all’emergenza rappresentata dall’imminente scadenza degli ammortizzatori sociali per circa 80 mila lavoratori. Anche qui, altro che anima di sinistra: molta propaganda e poca sostanza.


E’ veramente difficile individuare quali sono le priorità per questa coalizione di governo. Il lavoro ed il rilancio dell’economia? In quali settori produttivi strategici si intendono favorire gli investimenti ? Ed il nodo rappresentato dal nostro deficit di reti infrastrutturali materiali e non come si intende risolverlo, dato che assistiamo a mille linguaggi nella maggioranza che ha la responsabilità di governo.


Viste anche le prospettive poco rosee che si profilano all’orizzonte uno si sarebbe aspettato un deciso intervento per reagire al ventilato rallentamento della crescita ed invece sulle misure per rilanciare la nostra economia non c’è ancora niente di concreto. Certo, annunci, dichiarazioni tante (un po’ confuse e anche contraddittorie a dir la verità) ma fatti, non pervenuti. L’unico effetto che queste hanno prodotto è stato quello di far allontanare parte degli investitori (circa 70 miliardi negli ultimi due mesi) e innalzare gli interessi che dobbiamo pagare sul nostro debito, aggravando in questo modo una situazione già di per sé molto complicata.


Attendiamo il prossimo appuntamento rappresentato dalla legge di stabilità per dare un giudizio più compiuto ma le prime avvisaglie non promettono nulla di buono, solo una quantità infinita di parole giunge ai nostri orecchi, slogan ripetuti in modo ossessivo e compulsivo. Si potrebbe definire l’attuale fase come caratterizzata da una sostanziale “immobilità dinamica”. In concreto cosa stanno facendo per dare corso alle promesse elettorali in base alle quali hanno conquistato un vasto consenso? Gli impegni originari, se si prendessero sul serio, avrebbero bisogno di un finanziamento di circa 100 miliardi; la discussione di questi giorni vede già difficoltà a reperire i 23 miliardi di spese obbligate per pagare i maggiori interessi sul debito ed evitare l’aumento dell’ Iva. Se tanto mi dà tanto…… C’è solo da sperare che questa classe dirigente non ci conduca ad una deriva economica che sarebbe esiziale per i destini democratici di questo Paese.


Ma c’è una cosa sulla quale non bisogna aspettare alcun ulteriore documento per dare un giudizio sull’operato di questo Governo giallo-verde. E’ qualcosa di estremamente preoccupante e su cui è difficile trovare qualche precedente nella storia della nostra democrazia repubblicana. Si tratta dell’atteggiamento sprezzante, per certi versi eversivo - sicuramente avventurista - nei confronti dei precetti contenuti nella nostra Costituzione. Non si tratta solo di rispettare i codici e le regole (bilanciamento e controllo dei poteri) ma qualcosa di più profondo. Chi governa ha il compito costituzionale e la responsabilità morale di tenere unito il Paese su alcune regole fondamentali di convivenza civile e non sollecitare ripetutamente gli istinti viscerali dei suoi sostenitori. Nessuno mi leva dalla mente che qui sta la chiave di lettura del successo elettorale dei partiti che oggi sono al potere e del perdurante consenso che questo Esecutivo continua ad avere.


Altro che governo del cambiamento, assistiamo al tentativo quotidiano di togliere di mezzo qualsiasi principio di solidarietà; la vita degli altri non vale più niente, stiamo diventando un Paese inaffidabile sotto molti punti vista, anche da quello del rispetto dei diritti umani. Certa politica ha fatto del rancore e dell’avversione verso il prossimo il suo segno distintivo e adesso ne paghiamo le conseguenze. Per ogni cosa che accade c’è l’individuazione del nemico da abbattere; poi, quando sarà il momento si proporrà, forse, come risolvere quel problema. L’importante è dare in pasto ai propri fans e mettere alla gogna qualcuno. Gli stessi gravi fatti di razzismo e di intolleranza nei confronti dei migranti sono la cartina di tornasole di un sentimento pubblico crescente sollecitato dalla propaganda di chi oggi occupa i massimi livelli di responsabilità di governo.


Occorre reagire con forza contrapponendo a questa situazione la forza della ragione, del diritto umanitario, dei valori della solidarietà e dell’eguaglianza. In questa opera di ricostruzione di un terreno di coesione sociale la CGIL con il suo congresso può dare un contributo significativo così come altre volte in momenti particolarmente difficili è avvenuto nella storia tormentata di questo Paese.
Pistoia, Settembre 2018

Renzo Innocenti

SUSANNA CAMUSSO HA APERTO IERI A LECCE LE GIORNATE DEL LAVORO DELLA CGIL: “ECCO LA NOSTRA IDEA DI PAESE”

"Con grande piacere siamo tornati a Lecce per la quinta edizione
della nostra iniziativa", ha detto il segretario generale della Cgil,
Susanna Camusso, inaugurando le Giornate del Lavoro. "Abbiamo fatto
molte cose e costruito un'idea di ciò che vogliamo per il Paese.
Queste Giornate del lavoro sono un'occasione per mettere in fila i
nostri obiettivi, a partire dalla Carta dei diritti: tutte le persone
che lavorano devono avere gli stessi diritti, solo da qui si inizia a
ricostruire il Paese. Il resto è polemica e confusione". L’intervento
di Susanna Camusso è stato trasmesso ieri in diretta sul sito della
Cgil nazionale, su RadioArticolo1 e sull’Huffingtonpost, uno dei tre
media partner dell’iniziativa di Lecce. Su Rassegna Sindacale la
sintesi del discorso del segretario generale.
L'edizione di quest'anno si intitola "Democrazia è". "Democrazia è
memoria del nostro passato - ha spiegato Camusso - Democrazia è sapere
che ci sono soggetti di rappresentanza fatti da persone, è ricchezza e
pluralità. Per questo chi pensa di decidere tutto da solo è
profondamente antidemocratico. Al contrario, alle persone spetta la
possibilità di decidere sulla loro vita: per fare questo devono avere
un lavoro". In un momento così delicato l'Italia ha bisogno di unità.
"Si continuano ad introdurre elementi di frattura. Si propongono idee
di secessione tra Nord e Sud: non in modo esplicito, ma intanto così
si scava un grave divario. Pubblicamente si continua a parlare dei
migranti, ma quando si cerca un nemico significa che il Paese è alla
frutta: la democrazia appassisce, perde forza".
La Cgil sceglie ancora Lecce per le Giornate, per "dare un segnale".
"Siamo nel Mezzogiorno a parlare di democrazia perché pensiamo che sia
questa la via positiva. Oggi inauguriamo una mostra sulle leggi
razziali, per dire con chiarezza che gli orrori della Storia non
devono ripetersi. Un'altra mostra è dedicata al nostro padre, Giuseppe
Di Vittorio: vogliamo ricordarlo non solo come bracciante che libera
la condizione del lavoro, ma anche come padre costituente, uno di
quelli che definirono la Carta dell'Italia repubblicana. La
Costituzione c'è, va applicata e difesa quotidianamente".
A proposito di diritti, Camusso ha criticato "chi vieta la libera
circolazione delle persone" e chi "non vota contro Orban al Parlamento
europeo". Quindi ha concluso: "C'è sempre più bisogno del Piano del
lavoro e della Carta dei diritti: fanno parte del nostro programma
ambizioso".

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